sabato 9 maggio 2009

Ricordiamo Peppino Impastato-Una vita contro la mafia

Oggi, 9 Maggio, è la giornata dedicata alle vittime del terrorismo ed è anche il trentunesimo aniversario della morte dello statista Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, dopo cinquantacinque giorni di prigionia. E' una storia, questa, che ha colpito l'Italia in maniera profonda e, ovviamente, il mio pensiero è rivolto ad Aldo Moro, alla sua scorta e a tutte le vittime del terrorismo; non bisogna dimenticarsi, però, che lo stesso giorno di trentuno anni fa, la mafia siciliana approfittava di questo momento così tragico per il nostro Paese per togliere la vita ad un altro grande uomo italiano, al simbolo del coraggio e all'esempio concreto di come si possa sfuggire al sistema mafioso, nonostante esso ci aspetti. Il 9 Maggio 1978, a Cinisi, un gruppo di mafiosi, mandati da don Tano Badalamenti, legavano Giuseppe Impastato ai binari di una ferrovia e aspettavano la sua morte.


Peppino era un ragazzo cresciuto nella mafia: suo padre, Luigi Impastato, era un uomo d'onore e apparteneva al clan di Cinisi, il cui boss per eccellenza era Gaetano Badalamenti, uno dei più conosciuti appartenenti a Cosa Nostra. Non è detto, però, che un figlio di mafia debba per forza abbracciare la mafia. No. Peppino scelse un'altra strada, quella dell'antimafia e della politica. Si avvicina, infatti, alle idee socialiste e diviene il simbolo per i giovani di Cinisi che credono e sperano nel cambiamento. Nel 1977, con alcuni compagni, realizza RadioAut, una frequenza radiofonica da cui parla ai suoi ascoltatori, una vera e propria campagna contro i mafiosi e alcuni politici corrotti del posto. Peppino mette l'impegno in ciò che fa. E' un giovane convinto che le cose un giorno o l'altro dovranno necessariamente cambiare, una di quelle persone che riescono a vedere la mafia come un demonio, come l'incarnazione del Male, e uno dei pochi capaci di gridarlo al mondo, o anche semplicemente alla sua piccola Cinisi, che non potrà mai negare di aver avuto uno dei migliori italiani di sempre.





Lo hanno ammazzato in un momento particolare, nel giorno di via Caetani, lop hanno ucciso in silenzio, ma le idee di Peppino e la sua storia hanno continuato a fare rumore fino ad oggi.
La memoria di questo giovane, nonostante si sia cercato di infangarla negli anni dopo la sua morte, resterà sempre viva nella testa e nel cuore di tanta gente e, soprattutto, di tanti giovani che, ascoltando la sua storia, hanno ancora molta voglia di combattere questo cancro che, direttamente o no, ci colpisce tutti.

I giovani che hanno ancora accesa la fiamma della speranza, quei ragazzi che non cederanno mai alle ingiustizie e che non piegheranno mai la testa davanti alle ingiustizie e alla violenza, ricordano oggi, uno dei loro portavoce di sempre.
Peppino Impastato, esattamente trentuno anni fa, è entrato nella costellazione degli eroi, nel regno di quel gruppo di persone che hanno offerto la loro vita per un ideale di libertà e di giustizia.

Grazie Peppino.

Grazie di aver fatto visita su questa Terra e in quella Sicilia tanto bella e tanto infestata di demoni.

Saresti potuto nascere in un altro luogo e vivere la tua vita in maniera diversa, ma il destino ha voluto che tu diventassi un eroe e che, anche dopo la morte, con le tue idee e il tuo carisma continuassi a guidare tanti giovani verso la libertà dalle cosche e da quella montagna di merda.



Grazie Peppino.


Serena Verrecchia



A te caro amico
Non cedo alla morte di un mondo che cadde sulla tua vitaspezzandone il sogno.Il silenzio per sempre tace, il sussurro non torna,il tuo volto non increspa il ricordodi una libera strada colorata di gente.Eppure ci sei, col tuo sorriso,davanti a una morte che non t'appartiene.Dilaniarti, triste modo per restare con noi,come fiore assetato di rugiada.


Ninello Passalacqua




Peppinu Impastatu fu ammazzatu ri la mafia p'aviri
dinunziatu li dilitti di contrabbannu,
di droga e di armi di Tanu Badalamenti, mafiusu
putenti e protettu di lu statu, patruni d'ammazzari,
mfami prigiuricatu, Don Tano ricunusciutu, ri tutti rispettatu e cchiù chi mai timutu pi lu crimini pirpitratu,
p'aviri fattu satari nall'aria Pippinu nostru,
bannera ri Democrazia Proletaria.
Fu na pugnalata nna lu pettu a li piciotti digni di rispettu, a li picciotti ca vonnu grirari la rbbiapi un putiri travagghiari.
Pippinu, vucca di verità, vucca d'innucenza, rapprisienta a simienza ri sta terra senza spiranza.
Grirava a tutti ri pigghiari cuscienza a la radiu,a la chiazza, nta li strati, pi li piciotti era comu un frati.
Vuleva fari la rivoluzioni pi dimustrari a la pupulazioni nca nun s'accansa nenti cu li scanti.
Quarcunu lu capiu, tanti autri no.
Nna lu silenziu fattu ri duluri chiovino garofani rossicomu li lacrimi di chiddu chi arristamu, ncapu li resti di
Pippinu massacratu. Picchì...sti delitti?

Gaspare Cucinella




(ti hanno lasciato venti anni fa tra Palermo e Trapani,ed io ti scopro oggi alla Avana)

Tu sei stato li' vicino
Pure se solo adesso ti scopro
Forse a cento passi,ma cento passi a sinistra
Conti uno, due , tre, quattro,
Siamo gia più di cento volte cento che ti sentiamo
Tra Cuba e Sicilia mi confondo
Non so se cercarti vicino al mare ,nel verde della nostra campagnaoppure nella nostra grandiosa Piazza della Rivoluzione
Si!!!
Ti ho gia visto in America
Ti ho gia visto nella storia del mio paese
Ti ho gia visto nella guerriglia del "Che"
Ci sei tu e c'e' pure il mare che ci legga
Sei la sabbia che ci segna la strada,le onde che ci battono il cuore
Ci sei tu e c'e' anche tua madre
Ce la hai lasciata, nostra madre
Ed e' qui vicina a leggerci Pasolini
anche con la testa in alto e a sinistra
Ancora ti aspettiamo per definireil centro della tua storia
Il segreto che non hanno distrutto sui binari
E che si e' piuttosto disperso in cento pezzi
Tra radio, aeroporti, piazze, comizi, spiagge
La bellezza.

Ariel Basulto Perdomo L'Avana, 12/2000






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